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SCAMBI, PROGETTI DI STUDIO E TIROCINI RETRIBUITI – E IN ITALIA?

Feb 14, 2022

In Spagna esiste da anni un progetto denominato “Seneca”, che consente agli studenti universitari di ogni ordine e grado di svolgere un progetto di studi sempre sul territorio nazionale spagnolo, ma in un Ateneo distinto da quello di provenienza. È anche definito “Erasmus Nazionale”.

Sembra che in Italia non esista un progetto universitario di questo tipo, né esiste il “Leonardo” nazionale, ovvero il programma di studi per neolaureati che consente di svolgere un periodo di tirocinio formativo retribuito in Italia.

In Italia abbiamo solo i due programmi classici, ovvero il progetto “Erasmus” ed il progetto “Leonardo” che consentono di svolgere, rispettivamente, un periodo di studi universitari ed un tirocinio formativo retribuito all’estero. Esistono poi anche altri progetti con borse di studi per gli studenti universitari, denominati “Intercultura”, ma sono sempre scambi e progetti realizzati con Paesi esteri.

Crediamo fermamente nello sviluppo e nelle potenzialità dei progetti di studi realizzati all’estero, ma, con il PNRR, possiamo e dobbiamo inaugurare una stagione puntando anche a realizzare dei progetti di studi e dei tirocini formativi retribuiti fattibili in Italia, tra Atenei e Aziende, Imprese e Studi professionali dello stesso Paese. Questo per diversi motivi.

Innanzitutto, siamo uno dei Paesi in Europa che spende meno in istruzione, cultura, ricerca e formazione, e se non siamo l’ultimo, siamo tra gli ultimi. Questo dato deve farci riflettere, perché un Paese democratico, civile, moderno ed avanzato non può dirsi tale senza forti investimenti in questo settore, che passa dalla scuola all’università, alla formazione e, in automatico, all’inserimento dei giovani nel mondo del lavoro e nel sistema produttivo del Paese.

In secondo luogo, incrementare e condividere le conoscenze scientifiche non può che giovare a tutti: basti pensare a come, con la condivisione dei Big Data mondiali per fronteggiare la pandemia, si siano trovati diversi vaccini in pochissimo tempo, per una situazione che ad oggi resta drammatica. Ma, come dice il vecchio adagio: “il sapere s’accresce solo se condiviso”.

Un altro motivo per cui investire nella ricerca ed istituire questi Progetti di Studio e tirocini formativi retribuiti in Italia, mutuati da altri Paesi europei, potrebbe forse almeno in parte bloccare la “fuga dei cervelli”, e ricreare un senso di appartenenza alla comunità italiana, oltre che a quella europea, facendo tesoro delle differenze e puntando sulla meritocrazia e sulle eccellenze del nostro Paese, partendo dai nostri ragazzi.

Immaginiamo uno studente di giurisprudenza di Lecce che trascorre 9 mesi di università alla Sapienza a Roma, e uno studente di Medicina della Bocconi di Milano che trascorre 9 mesi all’Università di Chieti. Ora, cambiare prospettiva, cambiare abitudini di vita, modificare l’approccio allo studio, ai compagni di università, ai docenti, alle segreterie dei dipartimenti, alle biblioteche, agli studentati, alle attività ricreative, porta inevitabilmente ad un arricchimento reciproco.

Chi va e chi viene, chi dal Sud va al Nord e chi dal Nord si sposta al Sud, tutti si arricchiscono di un intero anno accademico perché fanno i conti con una realtà nuova. Cambiano la vita di una città piccola con quella di una metropoli (e viceversa), condividono problemi, difficoltà, ma anche risorse ed esperienze, in una parola: crescono. D’altro canto, da questi scambi – che potrebbero tranquillamente essere estesi anche al corpo docente – anche gli Atenei trarrebbero benefici, perché la conoscenza multidisciplinare da un lato, e le forme di apprendimento diversificate dall’altro, unite all’esperienza formativa ed umana, arricchirebbero anche le Università valorizzando i più meritevoli. Le graduatorie andrebbero stilate per meriti e per fasce di reddito, ma anche per attitudini personali dei candidati, e sono certo che a guadagnarci sarebbe l’intero settore dell’università, della ricerca, della cultura e della formazione.

Da ultimo, si svilupperebbe, con i tirocini formativi retribuiti, una attitudine alla flessibilità lavorativa ed al cambiamento al passo coi tempi e che sempre più farà parte del bagaglio dei nostri giovani in ottica di una crescita e uno sviluppo del nostro Paese al passo con l’Unione Europea, di cui siamo orgogliosamente parte.