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PENSIONATI IN FUGA DALL’ITALIA

Giu 24, 2022

I pensionati italiani sono in fuga ma nessuno ne parla.

Forse non fa notizia perché in genere dei pensionati poco ci si occupa. Come ad esempio l’annosa questione di alzare le pensioni minime, tema di cui nessuno ha mai fatto qualcosa di concreto.

Ci chiediamo: un pensionato con meno di mille euro al mese, per di più tassati salatamente, come fa a vivere in Italia dove il caro vita incalza?

Semplice, si trasferisce all’estero, preferendo contribuire in positivo all’economia (ossia pagando le tasse) di un’altra Nazione e non dell’amata Patria. Non possiamo dargli torto, visto che il nostro paese per i nostri nonni non fa nulla, anzi, sempre più spesso li “costringe” a recuperare il pranzo fra gli scarti dei mercati (dopo aver lavorato una vita).

Malta, Portogallo e Tunisia le mete preferite

Fra i paesi più gettonati c’è la Tunisia, per le agevolazioni fiscali che la stessa garantisce a coloro i quali decidono di trasferire la propria residenza in loco, e quindi beneficiare delle convenzioni bilaterali con il nostro paese. Prima però vengono Malta e Portogallo.

Molti pensionati italiani iniziano a fuggire dall’Italia verso paesi in cui la loro pensione gli consente di avere un tenore di vita medio, rispetto a quello che avevano nel Belpaese: in parole semplici si trasferiscono nei territori dove la vita costa meno e dove le loro pensioni gli permettono uno stile di vita almeno modesto, ma sicuramente migliore di quello tenuto in Italia.

Naturalmente questo fenomeno ha importanti riflessi economici e sociali di larga portata, basti pensare che il pagamento all’estero di una pensione è una perdita economica non indifferente per il nostro Paese, poiché l’importo erogato ai pensionati italiani non rientra sotto forma di consumi o di investimenti effettuati in Italia.

Come esempio, possiamo fare quello delle pensioni già pagate all’estero nel 2014. Emerge chiara la dinamica che il 61% delle pensioni pagate all’estero sono maturate in Italia.

Quelle più pagate fuori dallo Stivale, sono le pensioni di anzianità/vecchiaia, seguono poi le pensioni di invalidità e il 35% ai superstiti.