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TELEMARKETING – STOP ALLE CHIAMATE SELVAGGE

Ago 3, 2022

Si chiama Pubblico Registro per le Opposizioni, il nuovo sistema telematico pubblico per bloccare le vendite telefoniche selvagge.

Finalmente anche nel nostro ordinamento è entrato in vigore un innovativo sistema telematico pubblico a favore del cittadino che consente di mettere fine alle chiamate indesiderate, selvagge e a volte non autorizzate che ogni giorno tempestano la nostra quotidianità soprattutto nelle ore pasti.

Si tratta del PRO: Pubblico Registro delle Opposizioni, entrato in vigore dal 27 luglio u.s., in applicazione del DPR n. 26 del 27.01.2022 (a sua volta in ossequio a quanto statuito nella Legge n. 5 datata 11.01.2018, e su impulso della normativa comunitaria dell’Unione Europea).

E’ infatti noto che oggigiorno siamo sempre tracciabili e reperibili, attraverso il nostro telefono cellulare. Un tempo, bastava staccare il telefono fisso per alcuni momenti della giornata ed il problema era risolto.

Oggi, non funziona così: dal cellulare passano una serie di informazioni, contatti, servizi e ne siamo sempre più dipendenti, piaccia o no.

Ebbene, in questo contesto ha preso il via lo scorso 27 luglio il nuovo Pubblico Registro delle Opposizioni che consente al cittadino, vessato dalle comunicazioni commerciali indesiderate, di opporsi una volta per tutte a questo selvaggio modo di operare delle compagnie telefoniche, dei gestori dei servizi pubblici energetici, assicurativi, pubblicitari e commerciali, nonché di tutte le promozioni indesiderate.

In realtà il Registro era già attivo fin dal 2010, ma solo per i numeri telefonici fissi presenti negli elenchi pubblici. Dallo scorso 27 luglio il Registro è stato ampliato notevolmente, estendendolo ai telefoni cellulari ed ai numeri fissi non presenti negli elenchi pubblici.

Si tratta di una tutela giuridica concreta, perché il PRO è uno strumento che consente ai cittadini di opporsi alla ricezione di telefonate per finalità promozionali verso i numeri di telefono fissi e cellulari; una tutela che comprende anche il marketing cartaceo (postale), ma con riferimento alle telefonate lo strumento risulta essere particolarmente efficace.

Esistono tre modalità per l’iscrizione al Registro: mediante compilazione dell’apposito modulo elettronico sul sito registrodelleopposizioni.it; con chiamata al numero telefonico appositamente predisposto dal gestore del Registro (la Fondazione Ugo Bordoni), effettuata dalla linea telefonica per la quale si chiede l’iscrizione; infine, attraverso la compilazione di un apposito modulo da inviare via posta elettronica ordinaria.

Il Portale del Registro è suddiviso in due sezioni: per il Cittadino e per l’Operatore,  e si può inoltrare la richiesta di iscrizione sia con Spid che senza autenticazione, per una o più utenze telefoniche. L’iscrizione al Registro determina l’automatica revoca di tutti i consensi espressi al trattamento delle numerazioni telefoniche comunicati in precedenza, laddove detto trattamento sia effettuato per finalità di invio di materiale pubblicitario, di vendita diretta, per il compimento di ricerche di mercato e per finalità di comunicazione commerciale.

La procedura di iscrizione si compone di quattro fasi: l’inserimento dei dati; la verifica del numero telefonico; la scelta dell’opposizione ed il riepilogo. Una volta effettuato l’accesso al sito (anche senza autenticazione) o fatta la telefonata al Registro (esistono due diversi numeri da contattare, uno per le utenze fisse ed uno per i cellulari), occorre inserire l’utenza telefonica chiamante ed i propri contatti, tra cui la mail, ed i dati per l’opposizione al marketing (ovvero il numero telefonico, fisso o cellulare a cui opporsi).

A questo punto scatta la seconda fase dell’iscrizione, ovvero la disponibilità del numero da cui chiamiamo ad essere verificato. Riceveremo una telefonata da parte del Registro Pubblico chiamante, ed il sistema aggancerà senza farci rispondere, e quello sarà il momento della conferma dell’avvenuta verifica della nostra utenza telefonica.

A questo punto ci sarà un’altra chiamata, che faremo noi, e sarà questa la scelta dell’opposizione vera e propria al telemarketing selvaggio (il sistema ci farà spuntare delle caselle in base alla nostra opposizione, e questo avverrà sia che avremo fatto l’opposizione tramite computer che tramite telefono).

Fatta l’opposizione vera e propria, procederemo con l’iscrizione del nostro numero cellulare al Pubblico Registro delle Opposizioni. Ci verrà assegnato un codice registro, con il riepilogo dei dati, e la nostra chiamata ( o richiesta telematica) verrà presa in carico nel giro di un giorno lavorativo.

Il codice Registro (da conservare) a noi assegnato ha validità 90 giorni, e serve per non dover nuovamente fornire la verifica del nostro cellulare quando richiameremo per conoscere lo stato della nostra richiesta. Quando accederemo per verificare lo stato della nostra richiesta potremo accedere telefonicamente oppure dal Portale cliccando su “Gestisci iscrizione”.

E’ possibile revocare in qualsiasi momento la nostra opposizione nei confronti di uno o più operatori. L’opposizione, comunque, vale soltanto per le chiamate in arrivo dall’Italia.    

Per quanto riguarda gli operatori che intendono svolgere attività di telemarketing, essi sono tenuti a consultare il Registro con frequenza mensile ed in ogni caso prima di ciascuna campagna promozionale, così da aggiornare le proprie liste ed evitare di chiamare numeri di telefono per i quali è stata presentata opposizione.

Per gli operatori le sanzioni amministrative pecuniarie possono arrivare fino a 20 milioni di euro o fino al 4% del fatturato mondiale totale annuo, se superiore.

Oltre alle sanzioni già indicate, ovvero le multe che potranno essere anche molto salate per gli operatori,  questi ultimi saranno passibili di denunce per abusi e per il mancato rispetto del Pubblico Registro delle Opposizioni, denunce e segnalazioni che i cittadini potranno inoltrare prima al Garante della Privacy, e poi (se ancora insoddisfatti) alla Magistratura ordinaria.

In definitiva, il PRO è una bella opportunità di difesa pratica del diritto alla privacy e alla riservatezza dei cittadini, oltre che della protezione dei dati personali (e digitali) del cittadino, spesso troppo debole nei confronti delle multinazionali delle telecomunicazioni.