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CONSUMO DI CARNE: DIMINUIRLO FA BENE AL PIANETA

Nov 29, 2022

Già da alcuni anni si parla dell’impatto ambientale degli allevamenti intensivi. E mentre il consumo mondiale di carne prosegue nella sua crescita, la produzione industriale continua a incidere negativamente sul pianeta e sulla nostra salute.

La carne può essere sostenibile? È la domanda che ormai da qualche anno sempre più persone si stanno facendo. Per vari motivi: salutistici, economici, ambientali, etici.

Per carne sostenibile si intende il prodotto che si ottiene da allevamenti in cui l’ambiente e il benessere animale sono tenuti in massima considerazione, e il cui consumo (moderato) porta benefici, e non danni, alla nostra salute.

Un consumo moderato di carne apporta benefici alla nostra salute

Emissioni di gas serra, consumo di suolo e acqua: sono queste le principali voci che determinano l’impatto negativo degli allevamenti intensivi sull’ambiente.

Un quarto delle emissioni globali dovute all’attività umana deriva dal settore agroalimentare. All’interno di questo comparto, gli allevamenti intensivi sono responsabili del 70% della produzione di gas serra, senza contare le coltivazioni destinate ad uso mangimistico.

In pratica, le emissioni globali derivanti dall’allevamento superano quelle dell’intero settore dei trasporti (14,5%), con un trend in aumento. Le stime per i prossimi decenni, infatti, prevedono una crescita del settore agricolo fino al 52% delle emissioni globali.

A livello europeo, nonostante i progressi tecnologici, negli ultimi dieci anni le emissioni derivanti dall’allevamento sono aumentate costantemente, in modo proporzionale all’aumento dei capi allevati. Un incremento che, da solo, equivale all’impatto climatico di 8,4 milioni di auto.

In Italia, infine, la produzione intensiva di carne e latticini è la seconda causa di formazione delle polveri sottili. Un impatto in crescita costante dal 1990 al 2018, dovuto alle emissioni di ammoniaca degli allevamenti.

Ridurre il consumo di carne, attualmente vicino e in alcuni casi superiore a 100 chilogrammi pro capite all’anno, nei paesi ad alto reddito, è da tempo considerato uno dei comportamenti individuali più utili per limitare le emissioni di gas serra e mitigare il riscaldamento globale.