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SGRAVI CONTRIBUTIVI CON LA CERTIFICAZIONE DELLA PARITA’ DI GENERE

Dic 1, 2022

Il 28 novembre il Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, di concerto con i Ministri per le Pari Opportunità e la Famiglia e dell’Economia e delle Finanze,  ha pubblicato il decreto adottato il 20.10.2022, sui criteri e le modalità degli esoneri dal versamento dei complessivi contributi previdenziali (Legge 5.11.2021, n. 162) ai datori di lavoro (settore privato) che attestino il loro impegno per la riduzione della disparità di genere, consegnando la relativa certificazione.

A decorrere dall’anno 2022, tutte le aziende che avranno conseguito la certificazione della parità di genere, potranno usufruire dell’esonero contributivo, nella misura pari all’1% ,dal versamento dei complessivi contributi previdenziali a carico del datore di lavoro, fermo restando il limite massimo di 50.000 euro annui e l’eventuale riduzione nel caso in cui le risorse risultino insufficienti in relazione al numero di domande complessivamente ammissibili.

La domanda va inoltrata in via telematica all’INPS che, a breve, renderà pubbliche tutte le istruzioni.

Come da decreto del 20.10.2022, le domande, oltre ai dati identificativi dell’azienda, dovranno contenere le seguenti informazioni:

  • la retribuzione media mensile stimata relativa al periodo di validità della certificazione di parità di genere;
  • l’aliquota datoriale media stimata relativa al periodo di validità della certificazione di parità di genere;
  • la forza aziendale media stimata relativa al periodo di validità del certificato parità di genere di cui all’articolo 46-bis del decreto legislativo 11 aprile 2006, n. 198;
  • la dichiarazione sostitutiva, rilasciata ai sensi del d.P.R. n. 445/2000, di essere in possesso della certificazione di parità di genere, e di non essere incorsa in provvedimenti di sospensione dei benefici contributivi adottati dall’Ispettorato nazionale del lavoro;
  • il periodo di validità della certificazione di parità di genere .

Qualora avvenga la revoca della certificazione le aziende sono tenute a darne tempestiva comunicazione all’Inps e al Dipartimento per le pari opportunità.