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DIPENDENZA TECNOLOGICA E STILE DI VITA

Giu 8, 2023

Al giorno d’oggi siamo tutti sempre più presi dalle difficoltà quotidiane che la società ci chiama a risolvere: una di queste è il giusto bilanciamento tra lavoro e vita privata, in relazione all’uso delle tecnologie digitali.

Se da un lato è vero che oggi lo smartphone, il tablet, il computer e la domotica stanno cambiando in senso positivo le nostre vite in termini di comodità, risparmio economico ed energetico e flessibilità lavorativa azzerando molto spesso le distanze, è d’altro canto vero che in termini di socialità e talvolta di dipendenza dalla tecnologia i rischi non sono bassi sia per la salute che per la nostra vita di relazione.

C’è chi sa individuare autonomamente i rischi connessi all’uso eccessivo delle tecnologie digitali, tra l’altro comodissime e sempre più impattanti nella nostra quotidianità. Ma i ragazzi e le persone più anziane sono molto più vulnerabili.

I primi perché, seppur nati nell’era digitale, sono pur sempre bambini ed adolescenti che vanno educati ad un uso responsabile degli strumenti tecnologici, perché non c’è tecnologia o realtà virtuale o realtà aumentata che potrà mai sostituire la bellezza della vita reale nel nostro mondo, piccolo ma ricco di opportunità, di possibilità e di Natura, soprattutto di una Natura che mai nessun dispositivo tecnologico potrà superare.

La scienza potrà fare tanti passi avanti e li fa ogni giorno, ma la Natura non ha eguali. Eventualmente, può essere osservata, capita e ammirata. E basta guardare il mare dal vivo per sapere che è molto più accogliente ed invitante di uno schermo del pc o di un’icona sul nostro cellulare o di una qualsiasi immagine tecnologica. Gli anziani, poco avvezzi (con le dovute eccezioni) all’uso dei mezzi informatici e telematici, fanno ancora oggi – soprattutto nelle aree più svantaggiate del Paese – fatica  ad adattarsi ai tempi che cambiano, e ciò è forse anche in parte normale.

Che fare? Occorre una nuova educazione informatica volta all’utilizzo sano, responsabile, utile e proficuo dei mezzi tecnologici. E questo, per diversi motivi: innanzitutto perché occorre tutelare la salute mentale da dipendenze com’è quella tecnologica e digitale che può interessare molte persone e intervenire prima che diventi una patologia (pensiamo ai giochi online, alla pedopornografia, ad esempio).

In secondo luogo, per sensibilizzare la popolazione tutta, in particolare i meno avvezzi all’uso degli strumenti tecnologici e digitali all’utilizzo consapevole, razionale ed ottimizzato dei mezzi telematici accentuando l’utilità di essi ma al contempo mettendo in guardia dai possibili rischi da un abuso di essi e dalle insidie nascoste (phishing, spam, truffe informatiche e soprattutto il rischio di furti dell’identità digitale e degli accessi ai nostri dispositivi, con ripercussioni negative anche di tipo economico).

Infine, perché nessuno resti indietro: un uso corretto delle nuove tecnologie sarà un risparmio economico pubblico importante unito ad immense e in futuro sempre nuove e veloci opportunità di crescita personale e sociale, sempre che sia l’uomo a dominare le novità e non rimanga schiacciato invece dalla paura e dalle preoccupazioni che ogni novità, inevitabilmente, porta con sé. Sembrerà paradossale, ma esistono proprio su Internet siti e applicazioni che ci indicano quanto tempo passiamo ogni giorno sui vari siti e quanto tempo perdiamo inutilmente.

Ed è quindi nostra responsabilità utilizzare con profitto e senza spreco del nostro preziosissimo tempo anche le ore del giorno che occupiamo su internet e in rete, limitando gli accessi a quello che è davvero importante come il lavoro e le applicazioni più utili ai nostri interessi e poi spegnendo cellulari e tablet per guardarci ancora negli occhi e vivere la realtà vera che nessuna intelligenza artificiale sarà mai in grado di superare.