Varietà
La cicoria selvatica ha dato origine a molte varietà orticole, qui di seguito sono elencate alcune: Rosa di Chioggia o Cicoria variegata di Chioggia, Catalogna o Cicoria asparago, Cicoria brindisina, Cicoria all’acqua.
Quando si trova al supermercato?
La stagione più indicata è l’estate, in particolare nei mesi di luglio e agosto.
In cucina
Il vantaggio della cicoria è che si tratta di un alimento molto versatile: si può consumare cruda in insalata, condita solo con succo di limone e sale, oppure cotta. Se si vuole stemperare la nota amara dopo averla pulita la si lascia in ammollo in acqua fredda con un cucchiaino di bicarbonato, per poi farla bollire. Nelle preparazioni classiche la si vede ripassata in padella o come ingrediente per arricchire minestre, ma è anche ottima come ripieno di torte salate e per arricchire frittate e polpette.
Com’è la pianta?
Pianta erbacea alta al massimo 1,5 metri. Foglie: dalla forma lanceolata e con lobi molti incisi. Possono essere presenti venature rossastre lungo le foglie. Fiori: sono dei capolini dall’inconfondibile colore celeste-indaco.
Che gusto ha?
Le sue foglie hanno un caratteristico gusto amaro.
Quali sono le sue proprietà nutritive?
La cicoria è una verdura costituita per oltre il 90% di acqua e con elevato contenuto di fibre, elementi che insieme svolgono un’azione depurativa e digestiva, garantendo il buon funzionamento dell’intestino e della sua regolarità. Ciò fa sì che la cicoria possa essere considerata un eccezionale alleato per chi soffre di stitichezza, in quant o può produrre effetti lassativi.
La cicoria è ricca di minerali come potassio, calcio, fosforo, sodio, magnesio, ferro, così come è rilevante la varietà della componente vitaminica che include vitamine A, C, B1, B3, B5, B6, J e K.
Curiosità
Gli antichi greci la chiamavano “kìchora” e la consideravano non tanto un alimento quanto un medicinale, tanto che il medico di origine greca Dioscoride, la raccomandava come digestivo ante litteram e Plinio il Vecchio le attribuiva virtù rinfrescanti. Se è vero che nel Nord Europa era considerata depositaria di virtù magiche, i primi utilizzi in cucina risalgono al XVII secolo, quando arrivarono nelle nostre campagne anche le prime varietà coltivate.
Per saperne ancora di più
La cicoria va benissimo anche come fine pasto: lo ricordano bene i nostri nonni perché, durante la guerra, il caffè era assolutamente introvabile e veniva sostituito ad una bevanda ottenuta dalla radice della cicoria. In verità, però, l’idea viene da lontano: durante gli embarghi imposti da Inghilterra e Stati Uniti verso Napoleone, si cominciò a sostituire al caffè questo surrogato a base di cicoria che, però, poi finì nel dimenticatoio per essere rispolverato negli anni tra il ‘40 ed il ’45.
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