Tra i giovani europei esiste già un certo senso di appartenenza comune, anche se non è ancora forte quanto l’identità nazionale. Oggi un ragazzo italiano, francese, tedesco o spagnolo può riconoscersi, oltre che nel proprio Paese, anche come cittadino europeo.
L’Unione Europea ha favorito questo processo attraverso elementi concreti della vita quotidiana: la libera circolazione, l’euro, il programma Erasmus e la possibilità di studiare o lavorare in altri Paesi. Inoltre, i social network, i viaggi e la conoscenza dell’inglese permettono ai giovani di comunicare e creare relazioni con persone di nazionalità diverse.
Questo non significa però che tutti i giovani europei condividano esattamente gli stessi valori o che si sentano parte di un’unica nazione. Le differenze culturali, linguistiche e storiche rimangono importanti e l’identità nazionale continua ad avere un grande peso.
Si può quindi parlare di una prima identità europea in costruzione. Un giovane può sentirsi allo stesso tempo italiano ed europeo, senza dover scegliere tra le due appartenenze.
Forse il futuro dell’Europa non consiste nel cancellare le identità nazionali, ma nel creare una comunità più ampia, nella quale popoli diversi riconoscono di condividere alcune libertà, principi e interessi comuni. È soprattutto tra le nuove generazioni che questa idea potrebbe diventare sempre più forte.
Euromò
