CHE:
L’indifferenza come un rastrello strappa inesorabilmente i sogni d’azzurro, abbatte come la falce campi di grano, va oltre l’angolo de l’infinito, sradica silenziosa l’anima, indifferentemente accompagna il lento andare d’un viandante muto che solo passa avvolto nei pensieri.
CHE:
Identifica una persona che non propende né da una parte né dall’altra. L’indifferenza si considera uno stato emotivo privo di emozioni, nel quale prevale un vuoto, una mancanza di interesse verso il mondo esterno. Si osserva ma non si interviene né con le parole, né con le azioni.
ESSA È:
- portatrice dell’inerzia, silenzio e incapacità di condividere, omissione, assenza e ritiro oltre il lecito attendersi;
- un esserci senza spendersi, come una specie di sterilizzazione morale, un far finta di non vedere o sentire per non attivarsi, impegnarsi, lottare;
- una pratica consueta del vivere quotidiano, assistendo da debita distanza a ciò che ci accade intorno o schivando passivamente quello che non piace.
L’INDIFFERENZA
Guarda, senza vedere, la vita che gli scorre accanto. Scende per strada senza staccare gli occhi dall’ipnotico schermo, non accorgendosi di un essere umano che le cammina accanto o che, accovacciato per terra, chiede il suo aiuto.
È il risultato di una fuga dai problemi e dalle responsabilità, preferendo l’isolamento, la solitudine, a cui seguono disagio, rabbia e sofferenza.
EUROMÒ si pone trasversalmente tenendo conto che la scienza pone come momento qualificante della civiltà, la cura degli altri.
Non c’è storia che si possa cancellare con un tratto di penna. La narrazione è relativa, bisogna guardare oltre per individuare, a ragion veduta, il “tarlo” che muove l’espandersi del “morbo” padrone assoluto della quotidianità.
Il nostro sentire è nell’attivarsi affinché nessun essere umano debba vivere nell’indifferenza, nessuna persona debba sentirsi invisibile in qualsiasi contesto sociale, sia a casa propria, al lavoro, ecc.
