Quando parliamo di peperone crusco, parliamo di oro rosso lucano. Prodotto IGP della Basilicata, regione piccola e poco conosciuta ma dalle mille peculiarità alimentari.
Il peperone crusco nasce dal peperone coltivato nel Senisese e viene chiamato crusco poiché croccante. Infatti una volta che viene essiccato viene fritto in olio bollente per pochi secondi, fatto raffreddare e mangiato croccante.
Sebbene siano ormai un piatto tipico lucano, parte fondante della tradizione culinaria della regione, i peperoni cruschi sono originari delle Antille.
Questo prodotto ha trovato a Senise un terreno più che favorevole alla sua coltivazione, sia per le condizioni climatiche che per l’abbondante riserva d’acqua che il Senisese possiede.
Tante sono le aziende che producono e trasformano il peperone in crusco, e tante le famiglie che grazie a questa coltivazione hanno trovato la loro ricchezza lavorativa.
Il peperone di Senise ha un proprio disciplinare di produzione ed è diventato ormai famoso il tutta Italia e anche in alcune zone dell’estero grazie all’ esportazione da parte delle aziende del posto che investono soldi nel marketing per far conoscere questo prodotto il più possibile.

Quali sono le peculiarita’ del crusco?
Buccia sottile che si adopera bene all’ essiccazione e alla frittura, colore rosso scuro, punta allungata. Viene esposto al sole in tipiche “serte” per un mesetto o poco più fino a quando la buccia diventa tutta raggrinzita, simbolo della perdita di acqua e dell’avvenuta essiccazione. Poi viene trasformato o in polvere, usata in Basilicata per condire le salsicce, o trasformato in crusco, pronto per essere mangiato in aperitivi o antipasti.
Proprietà
Ricco di proprietà benefiche, grazie all’elevato contenuto di vitamine (specialmente C e A), minerali (potassio, magnesio, fosforo, ferro) e antiossidanti come i carotenoidi e i flavonoidi, che aiutano a rafforzare il sistema immunitario, migliorare la vista, proteggere la pelle e combattere i radicali liberi. È anche un buon alleato per la digestione grazie alle fibre e può sostenere la salute del cuore.
In cucina
Il sapore dolciastro li rende un antipasto perfetto conditi solo con un filo di olio extravergine d’oliva, ma i peperoni cruschi sono l’ingrediente ideale anche per i primi e i secondi piatti.
Vengono associati agli “strascinati”, pasta rigorosamente preparata a mano, condita con l’ortaggio di Senise e una spolverata di ricotta salata.
Speciali anche con il baccalà, must della cucina locale. E ancora, fritti con l’uovo e la salsiccia, abbinati alle patate lesse e alle verdure saltate in padella, uniti a salumi e formaggi, i “cruschi” sono l’orgoglio della cucina lucana.
Consigliamo di assaggiarli soprattutto ad agosto, nelle numerose soluzioni culinarie che lo vedono protagonista della sagra “Le giornate del Peperone di Senise. U Strittul ru Zafaran”. Un modo per conoscere e assaporare le bellezze di una terra ancora poco conosciuta.
Curiosità
Secondo una leggenda sarebbero stati gli Aragonesi a importare questo prodotto dalle isole caraibiche sotto il loro dominio. Secondo altre voci il merito spetterebbe, invece, a Cristoforo Colombo: pare, infatti, che su una delle tre caravelle il medico di bordo avesse conservato grosse quantità di questo ortaggio per le sue proprietà curative.
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