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INFORTUNI E MALATTIE PROFESSIONALI LAVORATORI STRANIERI

Lug 10, 2023

L’INAIL fornisce l’analisi dell’andamento infortunistico dei lavoratori stranieri, definizione che comprende tutti i lavoratori nati all’estero, inclusi i cittadini italiani e le persone di origine straniera che hanno acquisito la cittadinanza italiana.

Il loro numero ammonta a quasi 2,3 milioni di cui il 42% donne (circa 950 mila).

Spesso i lavoratori stranieri sono impiegati in attività particolarmente pesanti, di tipo manuale che li espongono a rischi maggiori. Il 42,4% degli uomini, in particolare, è occupato nell’industria e nelle costruzioni, il 38,2% delle donne nei servizi domestici e di cura.

Manovali, braccianti, camerieri, facchini, trasportatori, addetti alle pulizie sono le professioni più frequenti (63,8% degli stranieri in professioni non qualificate o operaie, contro il 31,7% degli italiani).

Dagli ultimi dati aggiornati al 2021 le denunce di infortunio dei lavoratori stranieri sono aumentate del 3,1%. Di queste oltre il 78% ha riguardato i lavoratori non comunitari.

In riferimento ai casi mortali, quelli denunciati complessivamente nel 2021 sono stati 1.400, in aumento del 18,5%

L’incremento ha riguardato sia i lavoratori italiani (+201 casi, da 988 a 1.189) sia gli stranieri (+18, da 193 a 211). Rispetto ai 1.695 decessi denunciati nel 2020, però, il numero è in calo sia tra gli italiani (-263) sia tra gli stranieri (-32).

La maggior parte delle denunce (77,7%) ha riguardato le malattie del sistema osteo-muscolare e del tessuto connettivo, che insieme a quelle del sistema nervoso e dell’orecchio raggiungono complessivamente il 95,1% del totale, senza particolari differenze tra lavoratori comunitari ed extra Ue.