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LA BIODIVERSITA’ E’ A RISCHIO

Dic 13, 2022

La conferenza Onu a Montreal punta a rendere area protetta, entro il 2030, il 30% del territorio mondiale e il 30% degli oceani.

La Cop15, che si sta tenendo in Canada dal 7 al 19 dicembre, deve raggiungere un Accordo quadro sulla biodiversità che sostituisca quello precedente del 2010 di Aichi, in Giappone, che prevedeva 20 obiettivi per ridurre la perdita di biodiversità.

Ma nei lavori preparatori l’intesa è ancora lontana, soprattutto sul tema degli aiuti ai paesi più poveri in modo che riducano lo sfruttamento delle foreste. Nella bozza del nuovo Accordo ci sono 22 obiettivi. Ma secondo gli osservatori, è stata raggiunta solo su 2.

Obiettivo principale: dichiarare area protetta almeno il 30% del territorio globale e il 30% degli oceani al 2030.

L’obiettivo principale è quello di impegnare i paesi dell’Onu a dichiarare area protetta almeno il 30% del territorio globale e il 30% degli oceani al 2030. Più di 100 paesi si sono già detti favorevoli, ma restano da convincerne quasi altrettanti. E c’è poi da tradurre in realtà gli impegni sulla carta. Nel 2020 erano area protetta solo il 15% del territorio mondiale e il 7,5% degli oceani.

Tra gli obiettivi principali che i 193 Paesi partecipanti si impegnano a raggiungere ci sono la compensazione delle emissioni di milioni di tonnellate di anidride carbonica con soluzioni naturali come la conservazione delle foreste, la lotta alla diffusione delle specie invasive, la riduzione dell’inquinamento da pesticidi, fertilizzanti e rifiuti, la definizione di obiettivi chiari per affrontare lo sfruttamento eccessivo, l’inquinamento, la frammentazione e le pratiche agricole non sostenibili.

La COP15 è un appuntamento cruciale per la biodiversità del Pianeta, che vede una perdita di specie animali e vegetali a un ritmo allarmante.

In una relazione dell’ ONU, pubblicata nel 2019, gli scienziati hanno lanciato l’allarme di estinzione per un milione di specie (su un totale stimato di 8 milioni), molte delle quali rischiano di scomparire nel giro di pochi decenni. Alcuni ricercatori ritengono addirittura che stiamo attraversando la sesta estinzione di massa nella storia della Terra.

Serve dunque un nuovo accordo globale per riuscire a invertire questa drammatica tendenza denunciata dalle Nazioni Unite e raggiungere il ripristino naturale entro la metà del secolo.