Dal 2026 si procederà gradualmente alla sostituzione con la Carta d’Identità Elettronica (CIE).

Negli ultimi anni, lo SPID è diventato uno strumento fondamentale per accedere ai servizi online della Pubblica Amministrazione in Italia. Lo usiamo per tutto: entrare nel sito dell’INPS, prenotare visite mediche, richiedere bonus, accedere al fascicolo sanitario… insomma, è diventato parte della nostra quotidianità digitale.

Ma ora le cose stanno per cambiare. Il governo ha annunciato che a partire dal 2026, lo SPID comincerà a scomparire gradualmente. Non sarà un taglio netto, ma una transizione che durerà un po’ di tempo. L’obiettivo è quello di semplificare il sistema di identità digitale, rendendolo più sicuro e soprattutto più centralizzato.

Al posto dello SPID, si punterà tutto sulla Carta d’Identità Elettronica (CIE). È quella tessera plastificata con il chip che molti di noi hanno già nel portafoglio. A differenza dello SPID, che è gestito da diversi provider privati (come Poste, Aruba, ecc.), la CIE è gestita direttamente dallo Stato e offre un livello di sicurezza più alto.

In parallelo, verrà potenziato anche l’IT Wallet, un portafoglio digitale integrato nell’app IO. Questo strumento permetterà di conservare e usare in formato digitale non solo la CIE, ma anche altri documenti come la patente, la tessera sanitaria, e persino certificati scolastici o medici. Sarà anche compatibile con i sistemi europei, quindi potremo usarlo anche all’estero.

Il motivo di questo cambiamento è duplice: da un lato c’è la volontà di uniformare il sistema e renderlo più sicuro, dall’altro c’è anche una questione economica. I gestori dello SPID lamentano da tempo la mancanza di fondi pubblici e alcuni stanno pensando di far pagare il servizio. Il governo, quindi, ha deciso di puntare tutto su un sistema unico, gratuito e statale.

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