I grandi cervelli stanno pressando affinché anche il nostro Paese si riattrezzi per l’atomo. Ma se sussistono i paventati vantaggi, non dimentichiamo che esiste anche il problema delle scorie.
Si basti pensare che ancora non sono state dislocate quelle della stagione nucleare italiana che è stata moto breve: dove verranno collocate? Basti pensare alla terra dei fuochi che miete ancora vittime innocenti.
Ma la questione è: produrre più energia, oppure risparmiare quella che già abbiamo, senza però rinunciare alle nostre comodità?
Il sole, il mare, il vento, la geotermia, i fiumi presenti sul nostro territorio e assolutamente gratuiti, sarebbero da prendere in seria considerazione.
Se le nuove tecnologie diventassero veramente efficienti per usare queste fonti energetiche magari riusciremmo, in dieci anni, a diventare energeticamente autonomi, senza dipendere da chi vende energia a caro prezzo il cui unico scopo è quello di venderne sempre di più.
Queste politiche sono possibili solo a seguito di decisioni a livello di stato, quando si pensa al bene comune e non al bene di chi vende. La Germania si sta muovendo appunta in questa direzione perché hanno un partito verde che va alla grande.
I soldi pubblici devono essere usati anche per questo e per la transizione ecologica ce ne sono molti.
I propositori del nucleare dovrebbero illustrare a tutti i pro e i contro, compresi i costi per una eventuale dismissione nonché i rischi di incidenti e atti terroristici.
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