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SFIDE A COLPI DI SOCIAL – QUANDO LO SCHERMO GENERA DISTACCO

Apr 20, 2023

Sempre più adolescenti sfidano la sorte per il solo gusto di postare video sui social.

Dimostrare a se stessi e agli altri di essere coraggiosi in situazioni pericolose, di misurarsi con i propri “limiti”, queste sono  le principali motivazioni che spingono i giovani a cimentarsi in imprese altamente rischiose.

Le sfide pericolose, dette anche challenge estreme,  vengono registrate e successivamente postate on-line raggiungendo un enorme platea di pubblico. Chi vi partecipa cerca visibilità tramite like e commenti, imitare e impressionare gli amici rafforza il senso di appartenenza ad un gruppo.

Con challenge estreme, si intende una pratica altamente suggestiva che incita ragazzi e ragazze a compiere atti di autolesionismo, azioni pericolose (sporgersi da palazzi, cornicioni, finestre e via di seguito), selfie pericolosi, sino ad arrivare ad atti che comportano il suicidio.

In genere, dietro queste sfide, si nasconde sempre un adulto, o un gruppo di adulti che aggancia la vittima sui social, inducendola a progredire nelle successive tappe della sfida. Ma può iniziare tutto anche con i sistemi di messaggeria, dove sono i ragazzi stessi a confrontarsi sulle varie tappe e sui traguardi raggiunti e a progredire nelle azioni pericolose, lasciando ovviamente genitori ed insegnanti all’oscuro di tutto.

Va da sé che occorre proteggere i ragazzi da queste assurde pratiche, cominciando dai più piccoli. Potrebbe essere significativamente utile un supporto familiare o anche scolare nel riconoscimento delle loro emozioni, nello sviluppo di autonomia e di responsabilità. Fondamentale il senso etico, insegnare ai ragazzi quanto sia importante non giocare con la loro vita né con quella degli altri perché è un bene inestimabile.

E’ altresì importante far sapere ai giovani, vittime di queste pratiche, che se si trovano in una situazione di pericolo, in una situazione più grande di loro, possono tranquillamente rivolgersi ai genitori, agli insegnanti, o ad una persona di loro fiducia, per chiedere aiuto, nel caso in cui si siano messi nei guai.

PENSIERO CRITICO

I giovani devono imparare ad esercitare il proprio pensiero critico anche quando sono in rete, quando provare empatia per l’altro è più difficile, perché attraverso uno schermo scatta un insano meccanismo di de-responsabilizzazione e di distacco.