Dal 1° settembre lo smart working ritorna all’accordo individuale tra datore di lavoro e lavoratore. Ma la grande novità è che si vuole rendere il lavoro agile più strutturale, quindi non più limitato al contrasto della pandemia da Covid-19, mantenendo quindi in vigore la semplificazione burocratica.
La semplificazione burocratica va a favore sia del datore di lavoro che degli uffici del ministero competenti snellendone le procedure.
Il datore di lavoro dovrà comunicare telematicamente al ministero solo i nominativi del personale in smart working con le relative date di inizio e di fine, non più inviando dati singolarmente ma usufruendo della possibilità di fare un invio massivo.
Dal 1° settembre la comunicazione sarà valida sia per i nuovi accordi, sia per informare su modifiche e/o proroghe di quelli già in essere. Le comunicazioni già effettuate nelle modalità preesistenti restano comunque valide.
Il modulo per la trasmissione dei dati è messo a disposizione dal Ministero del lavoro e delle politiche sociali attraverso il portale dei servizi on-line, https://servizi.lavoro.gov.it
La procedura richiederà comunque l’adeguamento dei sistemi informatici dei datori di lavoro per consentire un’efficace interazione con quelli del ministero.

Gli invii massivi prevedono invece l’utilizzo di un servizio differente. I datori di lavoro potranno adeguare i sistemi informatici e trasmettere le informazioni richieste entro il primo novembre.
Potranno usufruire dello smart working le seguenti categorie di lavoratori:
- genitori con figli fino a dodici anni di età o con figli in condizioni di disabilità grave;
- lavoratori con disabilità accertata;
- caregiver.