LA MIA REPUBBLICA NON E’ COME LA SUA

Equità, Diritti e Doveri – Beni supremi.

Aggiungiamo giustizia – salute – sicurezza – lavoro – libertà – dignità – tolleranza – solidarietà – pace e democrazia i valori che abbiamo celebrato nell’80° anniversario della Liberazione. Per essi, Giovani, Donne e Uomini si sono sacrificati cambiando il corso della storia e con la Resistenza hanno cementificato il diritto al futuro ad un popolo troppo a lungo ferito, soffocato dalla violenza e dalle aberrazioni del nazifascismo. È innegabile che nel nostro Paese tiene banco il dubbio che i rigurgiti del “ventennio” si siano spenti con la Liberazione.

SEMPRE NELLA MENTE 

A ciascuno di loro va il nostro pensiero commosso e riconoscente, perché il 25 aprile è un patrimonio dell’umanità che va riflesso in ogni tempo. E nell’inchinarci al cospetto di coloro che sono caduti nelle Terre aride, nei campi di grano e in quelli innevati dove si scavava a mani nude per proteggere la dignità dei corpi abbandonati per sfregio.

RESPONSABILI 

Nel giorno della celebrazione della nostra Repubblica deve salire alto e forte il richiamo alla responsabilità di difenderne e onorarne, ogni giorno, il coraggio e l’altissimo sacrificio, condividendo la voce degli ultimi, dei deboli, ma anche degli uomini responsabili contro le guerre che colpiscono sempre gli innocenti e gli inermi, primi tra tutti i bambini.

LA SOVRANITÀ APPARTIENE AL POPOLO 

L’aver accartocciato la Costituzione tacciandola come vetusta e, addirittura, come un ostacolo alla Democrazia, toglie legittimità ai Rappresentanti del Popolo che bistrattano il passato, umiliano il presente e ci condannano a un futuro instabile. A perdere siamo tutti perché, smarrendo la mappa costituzionale, abbiamo aperto le porte a chi non doveva avere l’accesso. Probabilmente è quello che meritiamo, se oltre alla memoria abbiamo perso anche l’aderenza a un testo scritto, a parole semplici che dovrebbero riecheggiare per proteggerci da ciò che invece è avvenuto.  Si sta spingendo per cambiare l’attuale Costituzione della Repubblica da PARLAMENTARE ad una non ben definita, che introdurrebbe il “premierato” con la elezione diretta del Presidente del Consiglio dei Ministri che di fatto toglie potere al presidente della Repubblica per poi accentrare il tutto sulla persona sola al comando nel ruolo di Premier. Atti contestati come “mortificazione del potere legislativo” che “presenta diverse situazioni allarmanti” e produrrebbe “un’abnorme lesione della rappresentatività del parlamento”. 

RISPETTARE LA MEMORIA  Rose bianche sulle 335 lapidi delle vittime dell’eccidio delle Fosse Ardeatine. Qui alla memoria dei Caduti per la libertà e la giustizia, “si tolgono i calzari dell’Ego e dell’indifferenza”. Perché questo fecero coloro che, all’indomani dell’8 settembre 1943, scelsero la via della Resistenza, supportati dalla fratellanza delle famiglie contadine, dalla fede generosa dei sacerdoti, di medici e infermieri che mettevano a repentaglio se stessi per prendersi cura degli altri. Guardiamoci intorno, guardiamo dentro noi stessi, alla nostra identità di cittadini liberi in un Paese democratico. Fino a quando sapremo da dove nasce la nostra libertà, a chi ne dobbiamo il valore, avrà un senso ritrovarsi nel nome dei nostri simili che ci hanno permesso di essere liberamente insieme

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