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DONNE AFGHANE: UNA VITA DI DIVIETI

Mag 27, 2022

Donne Afghane: aumentano i divieti. Prima di ogni cosa, prima dell’annosa questione di genere, l’opinione pubblica dovrebbe far capire alle generazioni presenti e future che le donne sono persone. Ma purtroppo molte volte e in molti paesi non sono considerate tali.

È arrivata l’ora anche per le giornaliste afgane di indossare il velo integrale. La “novità” è iniziata domenica scorsa e così se ne va uno degli ultimi diritti che erano rimaste alle donne nel paese che ha visto il ritorno dei Talebani la scorsa estate.

Prima di questa imposizioni alle presentatrici e giornaliste era arrivato, a inizio maggio, l’obbligo di coprirsi completamente in pubblico con il burqa, definito tradizionale e rispettoso.

I talebani si presentano dagli uomini delle famiglie in cui le donne non vogliono indossare il burqa e questi rischiano il carcere, come le figlie, sorelle e mogli.

Prima ancora erano arrivati altri divieti e obblighi che portano sempre di più le donne a essere «proprietà» degli uomini, strumenti per fare figli senza alcun diritto e libertà.

Alle ragazze è vietata la scuola. Secondo il portavoce del ministero dell’Istruzione talebano, le scuole, rigorosamente femminili, riapriranno solo quando il ministero avrà preparato un piano per permettere alle donne di andarci rispettando la cultura afghana e la Sharia.

Le donne non possono lavorare nel settore pubblico, ma difficilmente anche altrove. Devono essere sempre coperte in pubblico, uscire se davvero è necessario, altrimenti stare in casa, e per i percorsi più lunghi non possono essere sole, ma accompagnate da un parente stretto, ovviamente uomo. Le donne non possono fare sport e, come tutti, non possono ascoltare musica.

Per le donne che vivono nelle province settentrionali è arrivata anche l’esclusione dagli hammam, i bagni pubblici. Per molte di loro è l’unica possibilità di lavarsi al caldo e di mantenere l’igiene personale e di conseguenza la salute. Lo scorso gennaio è arrivato l’ordine di tagliare le teste ai manichini femminili perché la raffigurazione umana viola la sharia, la legge islamica.

Prima di ogni cosa, prima della distinzione di genere, bisogna rendersi conto che le donne sono persone.