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PENSIONI: L’OPZIONE DONNA SI RINNOVA

Nov 4, 2021

Diventano più stringenti i requisiti per accedere alla pensione anticipata “Opzione Donna” che è stata prorogata comunque per il 2022 e contenuta nella legge di Bilancio.

Per usufruire di questa opportunità, i requisiti richiesti devono essere raggiunti entro il 31 dicembre 2021 e sono: 35 anni di contributi versati, età anagrafica dai 60 anni o più, per le dipendenti e di 61 anni per le autonome.

Le donne che possono andare in pensione con l’Opzione Donna sono le dipendenti del settore pubblico e privato o le lavoratrici autonome iscritte ai fondi esclusivi o sostitutivi, che devono essere in possesso di contribuzione al 31.12.1995.

Per le lavoratrici iscritte all’assicurazione generale obbligatoria (lavoratrici dipendenti del settore privato) non concorrono i contributi accreditati per malattia e disoccupazione.

Non rientrano invece le iscritte in via esclusiva alla gestione separata INPS.

Il vantaggio di questa forma di prepensionamento è sicuramente quella di uscire anticipatamente dal mondo del lavoro, lo svantaggio è invece quello economico che prevede una penalizzazione abbastanza marcata ma questo varia anche a seconda dei contributi versati.

Infatti questa opzione comporta la rinuncia al calcolo retributivo sul montante dei contributi versati prima del 1996 sicuramente più vantaggioso rispetto a quello contributivo previsto appunto dall’Opzione Donna.

La scelta quindi è tutta individuale. Andare in pensione prima, ma con un assegno inferiore oppure aspettare ancora qualche anno?