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PENSIONI: COME SONO VARIATE NEL TEMPO

Dic 10, 2021

Nel corso degli anni il sistema pensionistico ha avuto variazioni nel tempo.

Prima della riforma Dini le pensioni venivano calcolate con il metodo retributivo e il calcolo veniva fatto in base alla media dello stipendio percepiti negli ultimi anni di lavoro e con almeno 18 anni di contributi.

Successivamente, per chi aveva iniziato a lavorare dal 1996 in poi, veniva applicato il sistema contributivo. Ha diritto al sistema misto invece chi aveva versato i contributi entro il 1995 senza raggiungere i 18 anni di contributi.

Con il passare degli anni, il livello pensionistico è aumentato sempre di più, le aspettative di vita e le poche nascite hanno contribuito in questo. Infatti la maggior parte dei lavoratori deve raggiungere 67 anni di età e 20 anni di contributi.

Invece, per coloro i quali non raggiungono i 20 anni di contributi devono attendere anche loro 67 anni di età. A causa dell’aumento della soglia di età pensionistica, la maggior parte dei giovani si ritrova senza occupazione e con un futuro incerto.

Per contrastare questa problematica, i sindacati stanno studiando alcuni metodi da proporre allo stato per fronteggiare pensioni future basse al limite della povertà.

La proposta che circola è quella di stabilire un importo mensile minimo al mese soprattutto a quei giovani che si ritrovano con contratti discontinui senza ignorare anche gli anni di formazione, di studio, di maternità e congedi per malattia. Prima di raggiungere questa riforma, naturalmente bisogna considerare se ci sono risorse sufficienti e soprattutto se il debito pubblico non ne risentirà.