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GIOVANI RICERCATORI TORNATE IN ITALIA

Set 9, 2022

L’Italia si sta impegnando per riportare a casa i giovani ricercatori, o anche detti cervelli in fuga, che hanno scelto a malincuore di abbandonare la loro patria e le loro famiglie, per andare a prestare il loro servizio all’estero.

Finalmente le istituzioni si stanno rendendo conto del loro valore e di quanto poco sia stato fatto per invogliarli a restare. Si stima, su dati Istat, che nel 2020, 31 mila laureati italiani sono emigrati all’estero.

D’altronde il nostro Paese non offre proposte economiche adeguate né tantomeno prospettive di fare carriera e contratti stabili. Allora, perché rimanere in un Paese che non supporta queste figure di eccellenza?

Ma forse si sta muovendo qualcosa e ci pensa il piano di attuazione e ripresa del PNRR. L’iniziativa mira a far ritornare in patria i cervelli in fuga per metterli al servizio dell’Italia con le loro competenze.

Dal 5 settembre fino all’11 ottobre 2022, i giovani ricercatori emigrati all’estero, vincitori di bandi europei o ai quali sia stato attribuito un Sigillo di Eccellenza, potranno presentare le domande per portare avanti le loro ricerche in Italia.

Con la prima tranche di fondi disponibili, si punta ad attrare 700 vincitori di bandi europei o titolari di un Sigillo di Eccellenza.

Al riguardo è stato pubblicato l’avviso pubblico https://www.mur.gov.it/it/atti-e-normativa/avviso-n-247-del-19-08-2022 per la presentazione di proposte progettuali che, a seguito del decreto del ministro dell’Università e della Ricerca n. 894, attua allo specifico l’investimento previsto dal PNRR, finalizzato a sostenere l’ingresso o il rientro nel nostro Paese di giovani ricercatori.

E’ ora di riprendersi i nostri cervelli in fuga, a meno che non siano proprio loro a non volerne sapere di tornare.