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INFLAZIONE IN CALO – I DATI IN ITALIA E EUROPA

Nov 13, 2023

Nel mese di ottobre l’inflazione in Italia ha subito una significativa diminuzione, scendendo all’ 1,8% secondo le stime preliminari dell’Istat. Tale cifra rappresenta un notevole ribasso rispetto al +5,3% registrato a settembre e non si verificava dall’analogo periodo di luglio 2021 (+1,9%). La flessione mensile è dell’0,1%.

Questo calo dell’inflazione è da attribuire principalmente al comportamento dei prezzi dei beni energetici, che hanno subito una marcata decelerazione dovuta all’effetto statistico derivante dal confronto con ottobre 2022, quando si erano verificati consistenti aumenti dei prezzi. Anche i prezzi dei beni alimentari hanno contribuito al contenimento, passando dal +7,7% al +5%.

La discesa congiunturale dell’indice generale dell’inflazione è principalmente guidata dalla decelerazione dei prezzi degli Energetici non regolamentati (-1,9%), dei Servizi culturali, ricreativi e per la cura della persona (-0,9%) e dei Servizi relativi ai trasporti (-0,6%). Questi effetti sono stati in parte compensati dall’incremento dei prezzi degli Energetici regolamentati (+12,0%) e dei Servizi relativi all’abitazione (+0,4%).

L’Indice armonizzato dei prezzi al consumo (Ipca) mostra un aumento dello 0,2% su base mensile e dell’1,9% su base annua, evidenziando un significativo rallentamento rispetto al +5,6% registrato a settembre.

Tuttavia, nonostante la diminuzione dell’inflazione, l’Italia rimane in una situazione economica di stagnazione. Nel terzo trimestre del 2023, il prodotto interno lordo (PIL) è rimasto invariato, segnando la mancanza di crescita rispetto al trimestre precedente e al terzo trimestre del 2022.

L’economia italiana mostra quindi una stabilità nel periodo in questione, interrompendo una crescita che durava da 10 trimestri consecutivi.

La crescita acquisita del PIL si attesta all’0,7%, mantenendo un valore identico a quello registrato nel secondo trimestre dell’anno. La produzione industriale ha mostrato una crescita, mentre l’agricoltura ha registrato un calo del valore aggiunto e il settore dei servizi è rimasto sostanzialmente stabile.

Per quanto riguarda il PIL nell’Eurozona, i dati di Eurostat rivelano una diminuzione dello 0,1% nel terzo trimestre rispetto al trimestre precedente.

A livello dell’Unione europea, si è invece registrato un aumento dello 0,1%. Rispetto allo stesso trimestre del 2022, il PIL è cresciuto dello 0,1% in entrambe le zone. Tra i paesi membri, Lettonia, Belgio e Spagna hanno mostrato i maggiori aumenti trimestrali, mentre Irlanda, Austria e Repubblica Ceca hanno registrato valori in calo.