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I PESTICIDI NEL CIBO SONO IN AUMENTO

Gen 3, 2023

Dalla frutta alla verdura che portiamo a tavola, dal vino ai cereali integrali: più di 4 volte su 10 i cibi che cuciniamo e consumiamo contengono residui di prodotti fitosanitari. Un dato in peggioramento rispetto all’anno scorso.

Lo rivela il rapporto annuale di Legambiente “Stop pesticidi”, per fare il punto della situazione sui fitofarmaci presenti negli alimenti che ogni giorno arrivano sulle tavole degli italiani.

Aumentano quest’anno i campioni di frutta e verdura in Italia in cui sono state trovate tracce di pesticidi, anche se entro i limiti di legge: sono il 44%, dato in aumento rispetto il 36% dell’anno scorso.

Anche se sono vietati da oltre 40 anni, ci sono anche tracce di composti legati al DDT.

La frutta è la categoria più colpita, oltre il 70,3% dei campioni contiene uno o più residui.

Il 55% dei campioni risulta senza tracce di fitofarmaci, contro il 63% del 2021. Pesticidi oltre le soglie di legge sono stati trovati solo nell’1% dei campioni, in lieve diminuzione rispetto all’anno precedente, ma il 14,3% ha traccia di un prodotto mentre quasi il 30% è contaminato da almeno due tipi diversi di pesticidi.

Tra gli alimenti trasformati, il vino e i cereali integrali sono quelli con le maggiori percentuali di residui permessi, contando rispettivamente circa il 61,8% e il 77,7%.

Sono novanta le sostanze attive rintracciate. Tra i pesticidi più presenti troviamo (in ordine decrescente): Acetamiprid, Boscalid, Fludioxonil, Azoxystrobina, Tubeconazolo e Fluopyram. Cioè insetticidi e fungicidi. Vanno invece molto meglio i piccoli frutti (more, lamponi e bacche), categoria dove la percentuale più alta di irregolarità riscontrata da Legambiente è di appena meno del 6%.

Su pesche, arance e peperoncini le analisi hanno trovato invece tracce di Dimethoate, sostanza attiva di cui l’EFSA non ha potuto escludere il potenziale genotossico vietato ma con deroghe, per fare fronte alla cosiddetta mosca dell’olivo. Anche se sono vietati da oltre 40 anni, ci sono anche tracce di composti legati al DDT.

“Dall’analisi dei dati rilevati – ha dichiarato il responsabile agricoltura di Legambiente Angelo Gentili – emerge chiaramente la necessità di intraprendere la strada dell’agroecologia con ancora più determinazione, mettendo in atto, in maniera convinta e senza tentennamenti, quanto stabilito dalle direttive europee Farm to Fork e Biodiversity 2030“.

“È di fondamentale importanza approvare il regolamento per l’utilizzo dei fitofarmaci (SUR) presentato lo scorso 22 giugno dalla Commissione europea –spiega sempre Gentili – che prevede obiettivi di riduzione dell’uso dei pesticidi legalmente vincolanti per gli Stati membri, a oggi a rischio a causa di continue richieste di rinvii da parte di alcuni Paesi tra cui l’Italia”.