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COS’E’ L’AGRICOLTURA SOSTENIBILE

Nov 24, 2021

Garantire il nutrimento agli esseri umani nonostante l’impatto dei cambiamenti climatici e l’aumento della popolazione sulla terra, rispettando l’acqua, la terra e la biodiversità. Sono questi gli obiettivi dell’agricoltura sostenibile.

Mettere le tecnologie digitali a disposizione dell’agricoltura consente di ottenere una serie di risultati fondamentali nell’ottica della sostenibilità, come ad esempio calcolare con precisione di quanta acqua ha bisogno una pianta o una piantagione, evitando in questo modo di sprecare risorse, ma anche di poter effettuare previsioni sui rischi che corrono le colture, ad esempio rispetto alle malattie, sapendo in anticipo quali specie di parassiti potrebbero attaccare le piante. C’è poi l’ambito della tracciabilità della filiera, per monitorare ogni passaggio del processo di produzione e garantire in questo modo la qualità dei prodotti.

L’agricoltura sostenibile può essere declinata in diversi modelli e utilizzando più di una tecnica. Un esempio è il modello dell’agricoltura biologica, in cui la produzione avviene rispettando il regolamento europeo Cee 2092/91. L’agricoltura biologica è un metodo agricolo volto a produrre alimenti con sostanze e processi naturali, evitando uno sfruttamento eccessivo delle risorse naturali e senza sostanze chimiche di sintesi, ma soltanto fertilizzanti naturali. Ciò significa che tende ad avere un impatto ambientale limitato, in quanto incoraggia ad usare l’energia e le risorse naturali in modo responsabile, mantenere la biodiversità, conservare gli equilibri ecologici regionali, oltre che a migliorare la fertilità del suolo e a mantenere la qualità delle acque. Inoltre, le norme in materia di agricoltura biologica favoriscono il benessere degli animali e impongono agli agricoltori di soddisfarne le specifiche esigenze comportamentali.

C’è poi la permacultura, un insieme di pratiche agricole orientate al mantenimento naturale della fertilità del terreno, ma anche un sistema integrato di progettazione che intreccia tematiche proprie dell’architettura, dell’economia, dell’ecologia e dei sistemi giuridici per le imprese e le comunità. Si tratta in altri termini di progettare e gestire paesaggi antropizzati in modo da soddisfare i bisogni della popolazione, come il cibo e l’energia, senza però sconvolgere la sostenibilità degli ecosistemi naturali.

Per finire sarà utile ricordare anche l’agricoltura solidale, caratterizzata dal fatto che i prodotti crescono su terreni liberi dallo sfruttamento delle persone, da ricatti, estorsioni e mafie. L’attenzione in questo caso è concentrata contemporaneamente sul rispetto dell’uomo e dell’ambiente. E sulla riduzione della distanza tra chi coltiva la terra e chi ne gode i frutti.

Quanto alle tecniche utilizzate dall’agricoltura sostenibile, tra le più diffuse ci sono: la rotazione delle colture, che punta a migliorare o mantenere la fertilità dei terreni; il controllo biologico, che consiste nel monitoraggio dei parassiti agricoli e degli insetti che trasmettono malattie usando i loro nemici naturali, che possono essere altri insetti benefici, predatori, parassitoidi e microrganismi come funghi, virus e batteri; la copertura del terreno con paglia o materia organica, utile a mantenere l’umidità ottimale del terreno e a regolare la temperatura del suolo.

Risulta evidente che questi modelli e queste tecniche hanno molto da guadagnare da un approccio “tecnologico”, dove la raccolta e l’analisi dei dati in tempo reale può aiutare a prendere le decisioni migliori, evitando sprechi e danni alle colture, che potranno così crescere al massimo delle proprie potenzialità.