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ITALIA COLABRODO

Mar 27, 2024

Circa 1000 (mille) procedure d’infrazione aperte da Bruxelles – Dalla legge GALLI sono passati 30 anni.

In occasione della Giornata Mondiale dell’Acqua, che si celebra il 22 marzo, è importante riflettere sulla gestione delle risorse idriche.

La metà si perde per strada. In Italia l’acqua fa acqua: non è solo la nota e annosa (ma mai risolta) questione delle perdite della rete italiana degli acquedotti, da cui sparisce circa il quaranta per cento della risorsa idrica trasportata dalle fonti alle utenze domestiche.

Una situazione che è ben nota anche a Bruxelles, che ha infatti aperto contro l’Italia ben 939 procedure di infrazione, riguardanti in specie l’inadeguatezza dei servizi di fognature e depurazione, e che per il 72% dei casi riguardano regioni del Sud. Il consumo idrico in Italia, anzi, in termini tecnici più corretti (la ripartizione dei prelievi idrici), si divide in tre parti: uso civile, agricoltura e industria. 

Il primo è l’acqua potabile dei consumi domestici ma anche degli esercizi commerciali e degli uffici: è l’acqua che usiamo per bere, mangiare e lavarci, e pesa poco meno di un terzo del totale, il trentuno per cento. La fetta più grande, 56%, è usata nel sistema agricoltura (irrigazione). Solo il 13% viene usato dall’industria.  

Eppure i soldi ci sarebbero. Anzi, ci sarebbero stati: peccato che dei fondi Ue a disposizione degli acquedotti ne usiamo appena il 40% per cento, cosa che ci pone agli ultimi posti nell’Unione. Intanto stiamo vivendo il miracolo dei fondi PNRR = Sono disponibili quasi 3 (tre) Miliardi già ripartiti:

  • 900 milioni per ammodernare i tubi colabrodo;
  • 600 milioni per le fognature;
  • 500 milioni per il monitoraggio.

Il resto dovrebbe essere utilizzato per ammodernare tutta l’impalcatura del sistema acqua ambiente. 

Naturalmente tutto è stato già assegnato.

Una cosa è da mettere subito in chiaro: l’acqua è pubblica e di tutti. Il problema non è la proprietà dell’acqua, ma chi ne gestisce la distribuzione. E siamo al rompicapo. Il settore idrico in Italia è regolato dalla legge Galli del 1994, che avrebbe dovuto attuare in Italia il concetto europeo di Sii, Servizio idrico integrato, dove si disegna il ciclo dell’acqua dalla raccolta alla distribuzione fino al ritiro con le fognature e alla depurazione.

Tutta teoria. Intanto le multe inflitte dalla Unione Europea fioccano e si pagano.

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