La Legge 30 dicembre 2025, n. 199 (Legge di Bilancio 2026) ha introdotto nuovi adeguamenti dei requisiti anagrafici per l’accesso alla pensione di vecchiaia e alla pensione di vecchiaia contributiva. Tali aggiornamenti recepiscono gli incrementi della speranza di vita rilevati dall’ISTAT e definiscono in modo progressivo l’età necessaria per il pensionamento nei prossimi anni, garantendo uniformità tra uomini e donne e continuità con il quadro normativo vigente.
Pensione di vecchiaia (sistema misto o retributivo/contributivo)
Requisiti
- Anno 2026: il requisito anagrafico resta fissato a 67 anni, sia per gli uomini sia per le donne, con validità fino al 31 dicembre 2026.
- Anno 2027: il requisito anagrafico sarà pari a 67 anni e 1 mese, per entrambi i sessi, con decorrenza fino al 31 dicembre 2027. L’aumento deriva dall’adeguamento alla speranza di vita previsto dal decreto pubblicato il 30 dicembre 2025.
- Dal 2028: il requisito anagrafico sarà pari a 67 anni e 3 mesi, sia per gli uomini sia per le donne, in applicazione del medesimo meccanismo di adeguamento.
Pensione di vecchiaia contributiva (per chi ha contributi solo dal 1996)
Requisiti
- Anno 2026: il requisito anagrafico resta fissato a 71 anni, sia per gli uomini sia per le donne, con validità fino al 31 dicembre 2026.
- Anno 2027: il requisito anagrafico sarà pari a 71 anni e 1 mese, con decorrenza fino al 31 dicembre 2027, in linea con l’aumento previsto per la speranza di vita.
- Dal 2028: il requisito anagrafico sarà pari a 71 anni e 3 mesi, per entrambi i sessi.
Gli adeguamenti previsti dalla Legge di Bilancio 2026 delineano un percorso graduale di innalzamento dell’età pensionabile, volto ad assicurare la sostenibilità del sistema previdenziale e la coerenza con l’evoluzione demografica del Paese. Le nuove soglie anagrafiche, valide dal 2026 al 2028, rappresentano un riferimento certo per lavoratori e amministrazioni nella programmazione delle future uscite dal lavoro.
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