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INTELLIGENZA ARTIFICIALE E MERCATO DEL LAVORO

Mag 21, 2024

Tra disoccupazione e nuove opportunità

L’impatto dell’intelligenza artificiale (AI) sul mercato del lavoro è un argomento complesso e multisfaccettato. Da un lato, l’AI può portare all’automazione di alcuni lavori, specialmente quelli ripetitivi e manuali, il che potrebbe aumentare la disoccupazione in certi settori.

D’altro canto, l’AI può anche creare nuove opportunità di lavoro e richiedere competenze specializzate, contribuendo così a ridurre la disoccupazione.

Per esempio, un rapporto del Word Economic Forum del 2018 stimava che l’AI avrebbe creato un totale netto di 58 milioni di nuovi posti di lavoro entro il 2022.

Un altro rapporto del 2021 prevedeva che entro il 2025, 97 milioni di nuovi lavori sarebbero stati creati grazie all’AI.

Questi lavori potrebbero non seguire il tradizionale modello di impiego a tempo pieno, ma potrebbero includere più lavoro remoto e contratti temporanei.

Inoltre, la ricerca dell’OCSE suggerisce che una maggiore esposizione all’AI è associata a un aumento dell’occupazione nelle professioni dove l’uso del computer è elevato, indicando che i lavoratori con forti competenze digitali possono avere una maggiore capacità di adattarsi e utilizzare l’AI sul lavoro.

Ma quali sono i settori che potrebbero essere più colpiti dall’automazione?

  • Supporto amministrativo e d’ufficio: con una stima del 46% delle attività suscettibili di automazione, questo settore potrebbe vedere una trasformazione significativa in attività come l’inserimento di dati e la programmazione di riunioni.
  • Settore legale: si prevede che il 44% delle attività legali possa essere automatizzato, influenzando processi come l’analisi dei contratti.
  • Produzione: con il 90% dei processi che potrebbero essere automatizzati, il settore manifatturiero è uno dei più vulnerabili all’automazione.
  • Trasporti: l’introduzione di veicoli a guida autonoma potrebbe automatizzare fino al 78% dei processi in questo settore.
  • Food & Beverage: nel settore della ristorazione, si stima che l’85% dei processi possa essere automatizzato.

Questi settori sono particolarmente a rischio perché molte delle loro attività sono meccaniche e non richiedono un alto livello di creatività o leadership. L’automazione potrebbe quindi sostituire alcune delle funzioni lavorative attuali. Ma è importante notare che l’automazione può anche creare nuove opportunità di lavoro e stimolare l’innovazione in questi settori.

Possiamo quindi dire che mentre l’AI può rappresentare una sfida per alcuni lavori, può anche essere un motore di crescita economica e creazione di nuovi posti di lavoro, soprattutto per coloro che sono in grado di acquisire le competenze necessarie per lavorare con queste nuove tecnologie.

È importante che le politiche pubbliche supportino la formazione e la riconversione professionale per aiutare i lavoratori a navigare in questa transizione.

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