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PENSIONATI IN PORTOGALLO: DAL 2024 STOP ALLE AGEVOLAZIONI FISCALI

Ott 6, 2023

LE ALTERNATIVE DISPONIBILI IN EUROPA

Il governo portoghese ha recentemente annunciato la fine delle agevolazioni fiscali per i pensionati stranieri che si trasferiscono in Portogallo a partire da gennaio 2024. Questa decisione segna la fine di un periodo in cui il Portogallo è diventato un paradiso fiscale per molti pensionati italiani, che hanno beneficiato di esenzioni fiscali, vivendo in Portogallo con la pensione italiana.

L’accordo tra l’Italia e il Portogallo per evitare la doppia imposizione ha consentito agli italiani trasferiti in Portogallo di pagare le tasse solo nel Paese di residenza. Nel 2009, il governo portoghese ha introdotto un’esenzione fiscale per i pensionati stranieri, con la condizione che essi risiedessero nel Paese per almeno 6 mesi (anche non consecutivi) e dimostrassero di aver acquistato una casa o stipulato un contratto di affitto.

La possibilità di vivere in uno Stato con un basso costo della vita senza dover pagare tasse ha attirato migliaia di pensionati stranieri, per la maggior parte francesi, britannici e italiani. Il boom degli arrivi ha però fatto aumentare i prezzi immobiliari, penalizzando i residenti locali. Un rapporto della Fondazione portoghese Francisco Manuel dos Santos ha rivelato che tra il 2012 e il 2021, i prezzi delle case in Portogallo sono aumentati del 78%, rispetto al 35% dell’intera Unione Europea.

A questo punto il Primo Ministro portoghese, Antonio Costa, ha adottato questa misura per evitare ingiustizie fiscali e per frenare l’aumento dei prezzi immobiliari.  Già nel 2020, il governo portoghese aveva ridotto l’esenzione fiscale, imponendo una tassa fissa del 10% sui redditi dei pensionati stranieri.

Per i pensionati italiani che stavano considerando il Portogallo come destinazione ideale per la loro pensione, questa notizia richiede una revisione dei loro piani. Fortunatamente esistono valide alternative.

Malta, ad esempio, con un’aliquota fiscale agevolata del 15% sui redditi da pensione provenienti dall’estero, seppur soggetta a determinati requisiti di cittadinanza e regole immobiliari.

La Grecia offre un’aliquota fiscale del 7% per 15 anni. In Slovacchia, gli assegni previdenziali sono esenti da tasse, mentre Cipro applica un’aliquota del 5% sui redditi da pensione superiori a 3420 euro, sotto tale soglia la pensione è esente da tasse. In Romania e in Bulgaria, l’aliquota fiscale per i pensionati è del 10%, anche se la cittadinanza può essere richiesta in Bulgaria per ottenere l’agevolazione.

Infine, la Tunisia tassa solo il 20% del trattamento previdenziale lordo dei cittadini stranieri, con un prelievo totale di circa il 5% dell’importo.