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CAPORALATO: UNA PIAGA SOCIALE DA ESTIRPARE

Giu 24, 2024

Una Legge non basta

Il caporalato è una piaga sociale diffusa soprattutto nei settori dell’agricoltura e dell’edilizia. Si basa sullo sfruttamento criminale della manodopera a basso costo e coinvolge Il reclutamento di lavoratori giornalieri da parte di un soggetto chiamato “caporale”.

Funzionamento del Caporalato:

Il caporale recluta e trasporta i braccianti alle prime luci dell’alba nei campi agricoli.

Contratta con le aziende il prezzo della manodopera, spesso pagando molto meno di quanto dovrebbe.

Il fenomeno colpisce sia uomini che donne e alcuni lavoratori arrivano a svolgere turni di lavoro fino a 14 ore.

I lavoratori vengono adibiti agli impieghi senza protezioni adeguate, retribuzione adeguata, e condizioni igieniche adeguate. I braccianti, spesso extracomunitari, lavorano in condizioni difficili per compensi irrisori, come 1-2 euro per cassetta di prodotti agricoli

Nel 2021, sono stati registrati 230.000 lavoratori irregolari nei campi, vittime di caporali e imprenditori senza scrupoli e tra loro 55.000 sono donne, con una paga media di circa 20 euro al giorno. Il 70% degli irregolari proviene da Paesi extra Ue, mentre il restante 30% è costituito da italiani (anche pensionati) e comunitari.

Le Regioni del Sud, come Puglia, Sicilia, Campania, Calabria e Lazio registrano il 40% del tasso di irregolarità lavorativa. Ma anche le regioni del Nord mostrano tassi significativi.

Una legge non basta

La legge n. 199 del 2016 contro il caporalato è stata introdotta per contrastare lo sfruttamento del lavoro in nero e l’intermediazione illecita da parte dei caporali. Questa legge introduce la sanzionabilità del datore di lavoro nei casi in cui assume o impiega manodopera in condizioni di sfruttamento, anche attraverso intermediari, approfittando del loro stato di bisogno.

La legge ha potenziato gli strumenti di contrasto, tra cui il rafforzamento dell’istituto della confisca e l’arresto obbligatorio in flagranza di reato.

E’ stata inoltre estesa la Rete del lavoro agricolo di qualità per prevenire il lavoro nero in agricoltura e sono state ampliate le provvidenze del Fondo anti tratta anche alle vittime del caporalato.

Ma una legge non basta, il caporalato si deve anche prevenire con controlli a tappeto perché la punibilità del reato non serve a riportare in vita chi non è sopravvissuto all’aguzzino.

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